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Editoriale

Dove va
l’odontoiatria italiana

È un dato di fatto che in campo medico in generale e, di conseguenza, in alcune branche dell’odontoiatria ci sia una continua evoluzione dovuta alla ricerca. Questa evoluzione negli ultimi anni è stata ancora più marcata nel settore implantologico, però bisogna fare attenzione a non confondere i risultati e gli sviluppi della ricerca con delle novità “confezionate” e fruibili nell’odontoiatria di tutti i giorni, quella dell’odontoiatra generico, per intenderci, perché questa “cattiva informazione” può generare false illusioni nei pazienti. Le cellule staminali, le proteine morfogenetiche, i fattori di crescita ricombinanti che fanno ricrescere l’osso, per ora non sono tecnologie disponibili su base routinaria e ci sono regole ben precise per il loro utilizzo clinico in strutture che hanno i requisiti di legge per essere utilizzate e necessitano di un adeguato training da parte degli operatori.

Un altro aspetto che può contribuire a raggiungere quell’obiettivo dell’eccellenza è l’utilizzo sempre più frequente dei programmi computerizzati per la progettazione implantare e la realizzazione di dime chirurgiche e modelli stereolitografici che riproducono fedelmente le strutture ossee in cui vengono posizionati gli impianti. Anche in questo caso l’utilizzo di questi sistemi computerizzati ha indicazioni ben precise e l’utilizzo di queste tecnologie non è sinonimo di qualità. Si può eseguire una corretta implantologia anche in modo tradizionale. Un’altra novità è rappresentata dal carico immediato che tuttavia non può essere applicato a tutti i pazienti, ci sono delle controindicazioni al suo utilizzo routinario. Su questo argomento abbiamo scritto un libro come gruppo pubblicato in italiano nel 2009 e di prossima pubblicazione in inglese nel 2010.

Agli studenti ricordo sempre che gli impianti vanno posizionati prima di tutto con “la testa”, infatti non si può eseguire un atto chirurgico se non si è fatta prima una diagnosi ben precisa e formulato un adeguato piano di trattamento. È bene tenere sempre in mente che la sofisticazione tecnologica non è sinonimo di lavoro di qualità senza una indicazione clinica ben precisa. Ritengo che in ambito implantare, e non solo implantare, sia indispensabile per i giovani odontoiatri una formazione professionale etica e corretta supportata da una corretta informazione per i pazienti.

I pazienti sono i fruitori finali delle conoscenze acquisite in campo medico, è pertanto loro diritto ricevere una comunicazione/informazione che sia eticamente orientata, trasparente ed onesta nei loro confronti. I pazienti oggi sono più consapevoli di un tempo e tendono ad esserlo sempre di più, per questo hanno così tanto successo le trasmissioni televisive che parlano di salute. C’è una notevole audience su questi argomenti anche sulle radio che, però, non possiedono la grande suggestione delle immagini.

Ma tra tutti i media oggi disponibili riteniamo però di mettere al primo il web perché consente al paziente di fare ricerche mirate, approfondimenti e comparazioni; le oltre 5.000 visite mensili sul nostro portale www. implantologiaitalia.it avvalorano in noi il convincimento che il web sia di gran lunga il più efficace strumento di comunicazione/informazione per i pazienti. Anche il web ovviamente ha il proprio rovescio della medaglia essendo, insieme ad organizzatori/tour operators senza scrupoli, una delle cause dell’incremento di pazienti che scelgono di essere curati all’estero, prevalentemente nei paesi dell’est europeo.

Si stima che siano circa 40.000 gli italiani che scelgono tale soluzione.

La motivazione è essenzialmente economica e la differenza di onorario può essere molto allettante per i pazienti. Bisognerebbe precisare che è molto difficile fare un piano di cura individualizzato (e conseguente preventivo) solo attraverso una radiografia per lo più inviata via e-mail, senza cioè una visita preventiva accurata. Ma questo il paziente non lo sa! Qualcuno si è mai preoccupato di informare la popolazione della differenza che c’è tra un odontotecnico e un odontoiatra? No, per molti pazienti non c’è differenza se non nel prezzo! Dovrebbe essere compito delle istituzioni preposte informare correttamente i pazienti di queste differenze. Il fatto è che molti dei pazienti che sposano questa soluzione non ritengono l’odontoiatria e l’implantologia una specialità medica.

Per formulare una diagnosi e stilare un piano di cura è necessaria una visita clinica perché ogni caso clinico è differente dall’altro e non si può standardizzare. Molti pazienti, invece, tendono a standardizzare e confrontare i costo dei trattamenti. Per cui consiglio a tutti coloro che vogliono farsi curare all’estero di richiedere un secondo parere in strutture italiane pubbliche o private di comprovata serietà e affidabilità prima di imbarcarsi in viaggi all’Estero. I piani di cura dopo una visita clinica potrebbero essere completamente diversi; ci potrebbero essere più piani di cura. C’è una sola diagnosi ma sempre più piani di trattamento, l’importante è scegliere il miglior piano di cura per il paziente in base al suo individuale caso clinico e alle sue specifiche esigenze.

Per quanto attiene all’implantologia, poi, bisognerebbe far comprendere ai pazienti che gli impianti sono un presidio medico chirurgico che viene posizionato nell’osso e su cui è avvitato un perno/dente che nel corso della vita necessiterà di rifacimenti. I pazienti dovrebbero essere informati che la vita media delle protesi fisse è di 10/12 anni e quindi bisogna essere consapevoli di questo ed avere una certificazione in cui si attesti il tipo di impianto e l’assistenza che viene fornita all’impianto nel corso degli anni. In molti pazienti che hanno lavori implantari eseguiti all’estero è impossibile risalire al tipo di impianto utilizzato e, pertanto, rifare la protesi a distanza di tempo in Italia sarà estremamente difficile.

La mancanza di tutele in caso di contenzioso, in questi casi, è quasi totale, mentre in Italia ogni paziente ha la reale possibilità di far valere i propri diritti quando la prestazione odontoiatrica non rispetti gli standard qualitativi stabiliti dalle comunità scientifiche preposte a livello nazionale. Queste nostre affermazioni, tuttavia, non devono far pensare ad una demonizzazione tout court dei professionisti di oltre cortina in quanto anche all’estero sono presenti strutture sanitarie adeguate e professionisti preparati.

Un’altra prerogativa che andrebbe in qualche modo enfatizzata e pubblicizzata anche e soprattutto non confronto tra terapie nell’est europeo e la categoria odontoiatrica italiana riguarda il dovere che ha ogni professionista italiano di aggiornare la propria strumentazione e tenersi aggiornato lui stesso dal punto di vista scientifico. Questo oltre che regolamentato per legge (E.C.M) dovrebbe essere fatto anche motu proprio, perché soltanto attraverso un continuo rinnovamento della professione si potrà vincere la sfida, in atto, della globalizzazione anche in campo sanitario.

Un collega di chiara fama alla domanda di un allievo sul perché in Italia ci fosse il problema degli “abusivi” e come fare per combatterli rispose che questo fenomeno era possibile perché “i pazienti non percepivano, evidentemente, differenze di qualità tra il lavoro dell’odontoiatra e dell’abusivo” e che l’unico modo per combattere questa piaga era “aggiornarsi continuamente e migliorare le proprie conoscenze e la propria professionalità operativa”. In definitiva il professionista italiano si dovrà adeguare ai tempi che cambiano lavorando e aggiornandosi di più, riducendo i costi ed applicando onorari giusti, se vorrà limitare il flusso di pazienti che emigra all’estero per farsi curare. Si sono già adeguati molto colleghi che esercitano soprattutto nelle fasce di confine con i paesi dell’est aumentando la professionalità, la trasparenza e i servizi offerti ai pazienti. È una legge di mercato che esiste anche in Medicina, il flusso di pazienti all’estero si riduce elevando il livello delle cure offerte nel nostro paese e rendendole realmente accessibili ai pazienti.

Questo è ancora più importante nel particolare momento di crisi che stiamo vivendo che, ovviamente investe anche il settore odontoiatrico. In realtà la parola crisi non rispecchia il nostro pensiero, preferisco definirla “trasformazione”. Per una più efficace prevenzione, messa in atto dai pazienti, è notevolmente diminuita la patologia odontoiatrica in generale e, al tempo stesso è aumentato il numero di professionisti, inoltre la professione si è evoluta o complicata, a seconda dei punti di vista, in termini di competenze richieste per assolvere una prestazione di qualità e il singolo professionista fa indubbiamente fatica a tenersi aggiornato in tutte le varie branche dell’odontostomatologia. Si sta verificando quello che negli anni ’70 si è verificato in medicina, un tempo c’era il medico internista che si occupava di tutto, adesso c’è l’epatologo, il gastroenterologo e tante altre piccole specialità che prima erano tutte comprese nella medicina interna. Questa visione multidisciplinare sta per essere introdotta in odontoiatria anche in Italia.

Oggi in odontostomatologia ci sono le specialità che all’estero sono una realtà da anni e che stanno per essere introdotte in Italia, attualmente è presente solo la specialità in Chirurgia Orale. Nelle grandi città e soprattutto al nord, molti professionisti si sono uniti in gruppi di professionisti ed ognuno si occupa di una specialità dell’odontostomatologia.

Il lavoro di team, la specializzazione, la trasparenza degli onorari e la elevata professionalità e, mi auguro, una più profonda campagna di sensibilizzazione da parte delle istituzioni e degli organi preposti sull’importanza di mantenere un’ottimale salute orale, ci permetteranno di uscire dalla crisi e di curare anche tutti coloro che non accedono alle cure odontoiatriche/implantari, e sono tantissimi, si stima più del 60% della popolazione.

autore — dott. Tiziano Testori

ultima modifica: 31/10/2010 Nome C.

Medico Chirurgo, Specialista in
Odontostomatologia ed Ortognatodonzia.
Visiting Professor New York University, College of Dentistry (Direttore Prof. D. P. Tarnow), New York, NY, USA. Responsabile del Reparto di Implantologia e Riabilitazione Orale, Clinica Odontoiatrica (Direttore: prof. R.L. Weinstein), Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Tecnologie per la Salute, IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi

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