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Editoriale

Il trattamento dei casi complessi
per ottenere una estetica ottimale

L’esigenza di estetica ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre maggiore nella vita sociale e nella vita di relazione, avvalorata e palesata dal grande interesse che i “mass-media” riversano a tale particolare argomento, condizionando assieme a fattori etnici, ambientali, generazionali il concetto di bellezza.

Ogni essere umano possiede una propria percezione della bellezza, che pertanto deve essere considerata estremamente soggettiva. Il sorriso rappresenta uno degli elementi principali che caratterizzano l’aspetto estetico di una persona e trasferisce all’interlocutore la prima impressione, che spesso determina anche il giudizio definitivo. È bello ciò che è bello o è bello ciò che piace? È molto difficile rispondere a questa domanda.

Gli antichi greci furono i primi a porsi questa domanda e non consideravano il bello come una questione di gusto. Anzi, il concetto di gusto (estetico) del “bello” non esisteva assolutamente. Aristotele pensava che la bellezza fosse una questione di ordine e simmetria: è bello ciò di cui chiunque è in grado di riconoscere al primo sguardo le armoniose proporzioni.

Anche nello specifico settore della Chirurgia Orale ed Implantologia appare in costante aumento l’interesse dei cultori della materia nei confronti dell’estetica. La ricerca clinica, l’affinamento delle capacità diagnostiche, il miglioramento tecnologico e la qualità dei biomateriali attualmente disponibili ci permettono, unitamente alla chirurgia preimplantare dei tessuti duri e molli, alla qualità dei materiali ceramici e compositi, all’utilizzo dello zirconio, all’ausilio di tecniche computer assistite di raggiungere risultati estetici davvero esaltanti ed assolutamente impensabili soltanto pochi anni orsono. L’estetica non è soltanto filosofia ma è anche ricerca di un risultato che sia aderente ed adeguato alla personalità ed alle caratteristiche fisionomiche del paziente. Pertanto rispetto al recente passato il risultato estetico di successo nel piano di trattamento implanto-protesico rappresenta oggi una necessità per il paziente ed un impegno professionale per l’odontoiatra. Nella elaborazione del piano di trattamento ogni passaggio va attentamente considerato e valutato anche sotto il suo non secondario aspetto estetico. La progressione dell’età è in grado di alterare l’equilibrio estetico facciale pertanto è assolutamente necessario un approccio multidisciplinare alla riabilitazione implantoprotesica che preveda la collaborazione tra le diverse branche della chirurgia orale, della odontostomatologia, della odontotecnica e della medicina. Alla luce delle moderne tecniche di chirurgia plastica parodontale e di rigenerazione ossea siamo in grado oggi di ricostruire i tessuti molli e le strutture ossee andate perdute nelle tre dimensioni dello spazio. Queste tecniche chirurgiche ricostruttive ci permettono di costruire manufatti protesici che rappresentano la guida del posizionamento chirurgico degli impianti. Invece di costruire una protesi che si deve adeguare al sito implantare con tutte le sue possibili limitazioni anatomiche, il team chirurgo‑protesista ed odontotecnico deve valutare pre‑operativamente come correggere gli ostacoli anatomici per ottenere un posizionamento ideale dell’impianto ed una protesi funzionalmente efficace ed esteticamente piacevole.

Il connubio di questi risultati non è finalizzato al perseguimento del semplice risultato estetico, ma sarà anche indirizzato al recupero dell’armonia del viso, in un contesto proiettato al miglioramento delle funzioni mimica, fonatoria e masticatoria.

Nei giorni 8-9-10 Ottobre a Milano si terrà Il XIX° Congresso internazionale della Società Italiana di Chirurgia Orale ed Implantologia dal Titolo: “Estetica: trattamento dei casi complessi per ottenere una estetica ottimale”. Attraverso le numerose relazioni in programma, tenute da eminenti relatori nazionali ed internazionali, sarà possibile apprendere le linee guida indispensabili al fine di soddisfare, accanto alla richiesta di una riabilitazione implanto-protesica valida e duratura, anche le giustificate aspettative di estetica dei nostri pazienti.

autore — Dott. Roberto Cornelini

ultima modifica: 31/10/2010 Nome C.

Laureato nel 1979 in Medicina e Chirurgia (MD) presso l' Università "La Sapienza" di Roma. Diploma in "Clinical Periodontology" presso l'Università di Göteborg nel 1997. Ha preso parte a progetti di ricerca in collaborazione con le Università di Buffalo, Göteborg, Berna e Londra. Socio attivo dell'Academy of Osseointegration e della Società Italiana di Chirurgia Orale. Membro dell'European Board of Oral Surgery. Fellow ITI. Presidente della Società Italiana di Chirurgia Orale ed Implantologia. Professore a.c. presso l’Università di Genova.
Reviewer del Journal of Periodontology, Journal of Oral & Maxillofacial Implants e del Journal of Clinical Periodontology.
Autore di 70 articoli pubblicati su riviste nazionali ed internazionali.

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