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Assistenza in Chirurgia Implantare

Il ruolo dell’assistente
in Chirurgia Implantare

È considerato paziente chirurgico quel soggetto che deve essere sottoposto a terapia chirurgica, sia essa estrattiva, parodontale, implantare ecc., per la quale è indispensabile la creazione di un lembo d’accesso o comunque di una ferita. Il paziente necessita di un protocollo atto a prevenire la contaminazione della ferita stessa e viene trattato quindi creando intorno a lui una zona, detta campo operatorio, la cui carica microbica deve tendere allo zero, in un ambiente a contaminazione controllata, con attrezzature e strumentario sterili. Lo studio odontoiatrico è un ambiente esposto costantemente a diverse forme di contagio in relazione alle molteplici possibilità di contaminazione di materiali, strumentario ed attrezzature utilizzate nello svolgimento dell’attività professionale. Questo ambiente andrebbe quindi associato all’ambiente ospedaliero per i fattori di rischio di infezioni crociate. A tal proposito, risulta ancora più importante ridurre la carica batterica del campo operatorio durante le procedure di chirurgia orale. Esistono infatti ben 4 differenti vie di base per la trasmissione degli agenti patogeni in campo odontoiatrico:

  • blood-borne route: ovvero veicolati dal sangue infetto del paziente;
  • saliva-droplet route: ovvero veicolati da goccioline o dagli aerosol,emessi da pazienti infetti e contenenti particelle di saliva, secrezioni delle gengive o del parodonto;
  • water–droplet route: ovvero attraverso gocce d’acqua aerosolizzate, emesse dai manipoli, dagli ablatori e dalle turbine, che possono contenere microrganismi presenti nei circuiti idrici del riunito;
  • contatto diretto con il paziente o con lo strumentario contaminato. In quest’ottica, potenzialmente tutto quello che si trova all’interno di uno studio odontoiatrico può essere contaminato. Durante i trattamenti odontoiatrici tutti gli strumenti utilizzati vengono contaminati esternamente dai microrganismi presenti nel cavo orale. In maniera analoga anche le varie superfici del riunito ricevono questo tipo di contaminazione.

Gli agenti biologici possono albergare sulle superfici degli strumenti, intrappolati all’interno del materiale organico ad esse adeso venendo rilasciati nel momento in cui tali strumenti giungono a contatto con il paziente successivo. In aggiunta alla contaminazione di superficie, durante il normale utilizzo del riunito si riscontra il passaggio di contaminanti provenienti dal cavo orale del paziente anche nelle parti interne degli strumenti collegati al riunito stesso (turbina, siringa aria/ acqua, micromotore ed ablatore). La contaminazione può avvenire con modalità diverse, sia per retrazione (turbine, siringhe aria/ acqua) sia per capillarità (ablatore e micromotore). In modo similare, risulta fondamentale l’applicazione di protocolli di decontaminazione del cavo orale specifici per il singolo paziente prima del piano di trattamento, soprattutto nel caso di interventi chirurgici, atti ad abbattere la carica batterica, per limitare il rischio di infezioni crociate e per migliorare la risposta tissutale del paziente stesso.

ultima modifica: 31/10/2010 Finale C.