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Il recupero di un corretto movimento articolare con l’ausilio del Bite

Luigi Venanzi; Livio Spallone; Enrico Ferrarelli

Pagine: 262
Immagini: 722
Volume cartonato
Allegati: 12 filmati
Lingua: Italiano



Descrizione

In questo lavoro prenderemo in considerazione la terapia con placche occlusali delle disfunzioni delle ATM, pur essendo consapevoli di come l’apparato stomatognatico sia una parte dell’intero organismo e quanto sia giustificato il termine “multifattorialità” nella genesi di queste patologie.

È dovere di quanti si occupano di ATM conoscere e ricercare in ogni singolo caso clinico quelle patologie o condizioni che siano fattore eziopatogenetico prevalente, ma lo scopo di questo testo è aiutare i colleghi odontoiatri a riequilibrare il distretto di loro competenza, fermo restando l’approccio multidisciplinare che dovrà essere attuato nelle sindromi più complesse.

A disposizione di quanti si interessano di gnatologia ci sono oggi numerosi ottimi testi che si occupano della patologia disfunzionale dell’apparato stomatognatico e che forniscono una base culturale indispensabile per affrontare la terapia delle patologie dell’ATM.

La compiutezza di questi testi per ciò che riguarda l’anatomia, la fisiologia e l’eziopatogenesi della malattia ci ha portato a non approfondire oltremodo nel testo questi concetti. Abbiamo invece voluto fornire al lettore una procedura clinica che lo accompagni, passo passo, nella realizzazione e nell’adattamento clinico della placca.

Ciò che ci ha spinti a scrivere questo contributo è stata anche la necessità di far meglio comprendere la coordinazione complessiva tra superfici articolari, arcate dentali e occlusione, in rapporto con il movimento tridimensionale della mandibola. Questa coordinazione va compresa, analizzata e riprodotta al fine di evitare danni iatrogeni durante i nostri trattamenti; danni che si stanno rivelando, negli ultimi anni, essere fattore eziologico rilevante nella patologia delle ATM.

Lo spirito con cui affrontiamo il tema è quello derivante dalla convinzione che l’approccio più efficace alla terapia delle disfunzioni è quello di rendere possibile una mobilità fisiologica delle ATM. La nostra aspirazione è cercare di comprendere per imitare ciò che la natura ha meglio di noi realizzato.

Aiutando le capacità naturali di adattamento e di riparazione, possiamo ottenere un miglioramento del quadro morboso e la scomparsa della sintomatologia.

La metodologia che utilizziamo è il risultato di studio, ma soprattutto di esperienza clinica pratica. Noi la consideriamo evoluzione ed estensione dei concetti gnatologici e degli strumenti terapeutici che abbiamo appreso soprattutto dal prof. Mario Martignoni.

Diceva il filosofo austriaco Karl Popper “non si può dimostrare che una cosa è vera, si può solo dimostrare che è sbagliata”. Nella sua teoria della falsificabilità dimostrò che un infinito numero di istanze positive non basta a comprovare definitivamente una teoria, mentre basta una sola istanza negativa a invalidarla.

Noi riteniamo che la dimostrazione continua degli errori degli altri non sia costruttiva, che dobbiamo preoccuparci non già di mettere in evidenza cose sbagliate, ma perseguire la ricerca della verità nella consapevolezza di non averne mai certezza.

Nei nostri studi abbiamo constatato come molti dei maestri della gnatologia abbiano conseguito ottimi risultati terapeutici pur seguendo strade diverse. Dobbiamo prendere esempio da loro, non dimenticarci mai del lavoro che hanno svolto e partendo dai loro risultati aggiungere, ognuno di noi per quanto può, un altro piccolo mattone all’articolato edificio della conoscenza.

È l’augurio che facciamo a tutti quanti i colleghi che ci leggeranno, cercando di stimolarli non solo nella ricerca della verità, ma anche nella volontà di cercarla, con mente aperta e senza secondi fini, raccogliendo quanto vi è di utile nelle esperienze di tutti quelli che si sono occupati e si occupano con coerenza e passione di gnatologia.



Questo libro è corredato da filmati visibili tramite QR Code

Sfogliando questo volume noterete che in alcune pagine è presente un piccolo quadrato bianco e nero. Si tratta del “QR Code”, un’evoluzione del codice a barre, oggi molto utilizzato dagli utenti di smartphone e tablet. I codici QR (o Quick Response Codes) presenti in questo libro danno accesso a una serie di filmati che risultano molto utili per approfondire e rendere anche più interattiva la comprensione di questo testo.


Come si legge un QR-Code?

Per accedere a questi filmati bisogna scansire il QR Code. È quindi necessario installare sul proprio dispositivo mobile una App specifica per la lettura ottica del codice. Ce ne sono moltissime disponibili gratuitamente per Android su GooglePlay, o IOS su App Store di iTunes (QR-Reader o altre). Una volta scaricata la App, si inquadra con la fotocamera del proprio smartphone o tablet il QR Code fino a quando un segnale acustico ci avviserà dell’avvenuta acquisizione a questo punto sarà possibile guardare il filmato.



    * L’apparato stomatognatico
    * Considerazioni sulla patologia dell’ATM
    * Cenni di anatomia funzionale
    * Il movimento mandibolare
    * Lo “scavalcamento” in protrusiva e lateralità
    * Procedimento clinico e tecnico
    * Rilievo delle impronte e registrazione del rapporto intermascellare
    * Realizzazione tecnica del bite
    * Tecnica di stratificazione e stampaggio con resina a freddo
    * Tecnica di termoformazione sotto pressione e stampaggio con resina a freddo
    * Funzionalizzazione del bite
    * Manipolazione della mandibola
    * Aggiustamento dei contatti di centrica
    * Aggiustamento del tragitto di protrusiva
    * Aggiustamento del tragitto di lateralità
    * Stabilizzazione del bite
    * Controllo e rimodellamento della guida anteriore
    * Realizzazione dei contatti nei quadranti posteriori
    * Adattamento della placca nei casi di danno articolare
    * La finalizzazione del caso clinico
    * Atlante clinico
    * Tecnica brush-on per la modifica delle superfici di guida della placca
    * Modifica della guida di protrusiva
    * Modifica della guida di lateralità
    * Placche realizzate in particolari situazioni cliniche
    * Affollamento del gruppo frontale inferiore
    * Morso aperto
    * Agenesie multiple
    * Bruxismo
    * Necessità di effettuare terapia con bite inferiore
    * Modifica bite preesistenti
    * Adattamenti occlusali durante la terapia con bite
    * Materiale utilizzato
    * Realizzazione del bite in scavalcamento

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